Ducati DesertX: avventura e divertimento, ma non solo

Abbiamo effettuato un test ride a 4 per la nuova Ducati DesertX, dove la casa motociclistica italiana ha creato un modello pensando al fuoristrada senza ovviamente rinunciare alla forte competenza stradale Ducati, per affrontare anche i viaggi on-road e tragitti quotidiani.

La nostra scelta riflette proprio il desiderio di portarVi un riscontro a 360 gradi sull’impiego della moto in modi ed approcci differenti.

Se Mirko potrà apprezzare le comodità sulle lunghe percorrenze o l’uso quotidiano della moto Riccardo e Alessio ne potranno apprezzare più le capacità tecniche. Alessandra, più esile (164cm x 50kg), potrà vestire appieno il panni di un rider più leggero e che magari non ama le moto troppo ingombranti.

Abbiamo percorso strade di città in provincia di Como, per poi testarla sui tornanti della Colma di Sormano, infine Riccardo e Alessio le hanno “tirato un pò il collo” avventurandosi in percorsi off-road sull’alto lago.

Abbiamo voluto testare la moto con focus ben specifici per ognuno, così da darvi una panoramica più ampia possibile e in circostanze di guida differenti.

Vi mostriamo qualche scatto e vi raccontiamo le nostre sensazioni.

Vogliamo ringraziare Ducati Como per la collaborazione in questo test ride

Sito Ducati Como
Tutto il team durante il test ride della Ducati DesertX – NetgateADV

Ducati DesertX 2022: opinioni di Riccardo

Sia apre letterlamente un nuovo capitolo e i numeri parlano chiaro.

Un propulsore da 110 cc, 226 Kg in ordine di marcia ed una livrea agile che esprime voglia di correre.

Paragonare DesertX ad altre moto del segmento è davvero arduo compito e questa non è la sede per farlo, poiché le differenze, forse davvero troppe rendono qualsivoglia paragone una forzatura, quasi per il solo gusto di dire, troviamole un competitor a tutti i costi.

E’ ovvio che i produttori cercano di accontentare il mercato ed è lapalissiano trovare similitudini tra le proposte dei vari brand ma qui Ducati ha fatto qualcosa di significativo.

Andiamo subito al sodo, Ducati DesertX ha carattere, e ne ha da vendere!

Sul gusto estetico, la trovo bellissima, semplice, pulita, senza troppi fronzoli con grandi riferimenti alle endurone anni 80, mi ricorda molto, Cagiva Elefant Lucky Explorer, gusto di altri tempi, selvatico, diretto!

Siccome mi piace essere schietto, tanto bella, anzi bellissima, quanto rifinita in modo spesso grossolano, bave sulle plastiche, fascette tagliate in modo approssimativo e dove non si vede, meglio non guardare troppo.

Approccio alla guida

Qui entra in campo il tema più caotico da affrontare, la moto è tremendamente semplice, e se questo ovviamente è un pregio se approntato in modo superficiale può diventare il suo peggior difetto.

Motore estremamente performante con un range molto “lungo” per essere un bicilindrico, coppia presente, mai mostruosa ma estremamente costante e piena.

In pochi istanti ti trovi catapultato su una moto da strada e devi gestire la frenata ai 200Km/h; nessuna paura però, l’impianto Brembo con ABS cornering denota grande abilità progettuale e sapiente adozione delle tecnologie “riempi bocca”.

Talvolta, blasonati brand offrono il loro apporto e non sempre il connubio che emerge risulta vincente, qui, nulla da eccepire, i freni funzionano, e la moto non si scompone minimamente anche a richieste di arresto importanti; merito anche del compartimento sospensioni Kayaba assolutamente da non sottovalutare!

La sua ciclistica è precisa come un rasoio, in strada mi ha davvero impressionato positivamente.

La semplicità alla guida di DesertX mi ha portato in pochissimo tempo a ricordare i miei trascorsi con moto pistaiole, peccato però che non ho più quel groove che scorre nelle vene e trovarsi in men che non si dica a gestire dinamiche così veloci non è esattamente una cosa immediata.

Quindi, occhio alla sua potenza, perché, è maneggevole, leggera, ma di potenza ne ha parecchia, su questo aspetto la definirei, poco sincera, non ti avverte, non vibra, è sempre precisa e…vola sulla strada, nel vero senso della parola.

Se dovessimo fare un confronto, posso anche dirvi che un 1290 ktm o un 1250 bmw hanno più cavalli rispetto a DesertX, anzi, parecchi di più, ma non vuol dir nulla, quelle due moto hanno una preponderanza di strutture e pesi che ti approcciano alla guida in modo differente, DesertX fa l’opposto, ti offre la versatilità e la confidenza di una moto agile, leggiadra, ma sotto sotto, il suo propulsore ha ben altre vedute a riguardo.

Viaggio

Sono 180 cm per 72 Kg, non è forse indicata per chi è di bassa statura ma essendo effettivamente leggera il suo equilibrio è facilmente gestibile, si guida in modo comodo, la sua geometria (casualità) sembra essermi stata cucita addosso esattamente come “africa twin crf1000”.

Qui il paragone per farti comprendere che se hai provato un crf e ti sei trovato comodo qui ti sentirai sicuramente a casa senza ombra di dubbio.

Offroad

Quanto mi ha davvero meravigliato sono i setting elettronici, 6 mappe di erogazione completamente differenti che spaziano dall’URBAN al RALLY all’ENDURO e ovviamente alla modalità SPORT.

Questa volta ho provato una sensazione positiva sulle mappature proposte, sono reali, le differenze sono consistenti e soprattutto, cosa da non sottovalutare sono COMPLETAMENTE CUSTOMIZZABILI, quindi, con un minimo di manualità riesci a trovare il fit perfetto per il tuo stile di guida.

Direi, un’elettronica reale, e non un display da intrattenimento che serve solo a sfoggiare il nuovo destriero nell’ esperienza da bar 😉

Da segnalare per gli smanettoni

Non sono presenti telai addizionali per il fissaggio di navigatori satellitari, tracker o smartphone, l’unico posto plausibile è il manubrio ma, ricordatevi che è presente un ammortizzatore di sterzo che limita gli spazi concessi.

Negatività

L’ammortizzatore di sterzo? Bella l’idea, forse per un impiego fuoristradistico un pochino più impegnativo andrebbe sostituito con qualcosa che offra una stabilità maggiore, la guida è talmente bilanciata che l’avantreno talvolta sembra troppo leggero, e la coppia sprigionata al posteriore ovviamente, incentiva la percezione di leggerezza.

Leva del cambio, leva del freno posteriore, pedane del passeggero: ok ci sono, ma sono rifinite davvero maluccio, le definirei approssimative e su una moto di tale caratura economica mi sarei aspettato qualcosa di più curato visto che Ducati è davvero immago in questo tipo di lavorazioni da gioielleria.

Ok lo stile rude, ma non mi sembra che qui sia quello il motivo di tale scelta, forse mi sbaglierò è sarei curioso di conoscere la vostra opinione a riguardo.

Conclusioni

Sono rimasto stupito, attratto e motivato ad approfondire la conoscenza di questo nuovo gioiello, i difetti? Saranno una sfida, ma di base a noi amanti delle moto, piace anche questo.

Riconosco che il prezzo non è dei più abbordabili e potrebbe essere un buon deterrente, ma a prescindere dal prezzo, siate cauti, siate responsabili ma andate a provare questa meraviglia!

Alessio e il suo primo test ride – NetgateADV

DesertX: primo test ride di Alessio

Vi racconto la mia prima volta come test rider.

Fin da subito, con i piedi ancora a terra, la Desert X mi attira: semplice nell’estetica, ha delle proporzioni “giuste” e il gruppo ottico mi ipnotizza.

In men che non si dica sono in sella, mi risulta leggera sollevandola nel togliere il cavalletto e nel manovrarla da fermo, la visuale da seduto la fa sembrare minuta.

Giro la chiave e si illumina la strumentazione, il display ha una grafica ben visibile, moderna e paragonabile a quella di un videogioco, scorro i menù utilizzando i comandi sul manubrio e subito visualizzo le selezioni delle modalità di guida, wet, sport, enduro, touring, urban e rally.

RALLY è la modalità che più di tutte mi incuriosiva, sulla Desert X è quella con meno invadenza dei controlli di guida, la voglio provare così!

È arrivato il momento di accendere il motore.

Guardo il blocco dei comandi a destra sul manubrio e noto che il tasto di spegnimento è sovrapposto al pulsante di accensione, bisogna spostarlo in avanti per liberarlo, mi nasce un pensiero “è come la sicura di un’arma, devo tenere acceso il cervello”.

Premo il pulsante e il suono del bicilindrico mi dona un sorriso “a 64 denti”, che prima non avevo.

Innesto la marcia e via!

Su asfalto

La Ducati è una piuma in movimento, da seduto forse anche troppo leggera sull’avantreno, il motore sembra infinito ed è potente. A gas spalancato la cambiata è rapidissima e precisa grazie al quickshift, che lavora perfettamente anche in scalata.

La Desert X si impenna e in un attimo raggiunge velocità importanti, devo essere cauto, mi devo anche fermare. L’impianto frenante (Brembo), che a prima vista mi sembra sovradimensionato, in realtà non lo è.

Arriva il momento delle curve. La Ducati è agile e mantiene la traiettoria impostata, gli pneumatici di serie (Pirelli Scorpion Rally STR) consentono di osare qualche piega.

I tornanti stretti in salita non sono un problema, se li mangia, e lo farebbe anche carica di passeggero e bagagli.

Ho ancora il sorriso dalla partenza…

In fuoristrada

Verso la destinazione montana la strada asfaltata finisce e prosegue con una sterrata.

Mi alzo in piedi sulle pedane e stringo tra le gambe la Ducati Desert X, sono a mio agio in posizione di guida e comodo sulle pedane, senza vibrazioni, lei è ancora più snella e aumenta l’agilità.

Le asperità del terreno scorrono senza problemi grazie alle ottime sospensioni di serie (Kayaba), l’avantreno, che pareva leggero, adesso con la mia posizione avanzata è ben piantato a terra e corre lungo un binario fantasma.

Anche in fuoristrada la Desert X è molto veloce, forse troppo potente per queste strade montane.

Mi piacerebbe provarla dove il suo nome la colloca: nel Desert X.

In conclusione

Pregi: tutti quelli che ho raccontato.
Difetti: se si vuole affrontare un viaggio, la sella risulta troppo rigida.

Poco curata nelle finiture estetiche, sbavature delle piastre in metallo e dei bordi delle plastiche, con alcune fascette dei cablaggi che potrebbero graffiare le mani durante la manutenzione della moto.

La consiglierei? Sí!
La comprerei? Sí!

La nostra rider Alessandra in sella alla DesertX – NetgateADV

In sella alla DesertX con la nostra rider Alessandra

Design ed Estetica

Partiamo dall’estetica della moto: fin dal primo sguardo è indubbiamente di forte impatto, con un design aggressivo al punto giusto e una nota vintage data dall’ispirazione alle celebri partecipanti delle Parigi-Dakar degli anni 80, richiamo esplicito che troviamo anche nel nome stesso del modello.

La scelta cromatica e le linee grafiche sono a mio parere molto coerenti creando il giusto contrapposto con i fari moderni e dal design aggressivo e la tecnologia di nuova generazione.

Un aspetto che ha suscitato un mio grande “wow!” è stato il punto di osservazione dall’esterno in ordine di marcia: nessuno direbbe che si possa trattare di una maxi enduro guardandola da dietro.

La linea del posteriore molto stretta, se rapportata al resto della moto, alleggerisce parecchio la mole percepita cosa accentuata anche dall’apparente semplicità di guida su strada e non solo.

E lo stesso elemento del codino risulta comunque proporzionato guardando la moto da altre angolazioni, quindi per me i progettisti hanno già vinto 1000 punti!

Ergonomia e Guida

Per dare la mia opinione a livello di usability, invece, è d’obbligo darvi un paio di informazioni su di me: sono “alta” 164cm, sono una sportiva e peso 50kg e proporzionalmente ho le gambe lunghe rapportate alla mia altezza (77cm).

Fatta questa premessa il mio approccio alla moto è stato piuttosto titubante in parte per via della potenza ma anche a causa dell’altezza unita al peso (ho già provato a guidare moto che non mi consentano di poggiare a terra i piedi se non in punta, ma erano tutte specialistiche dal peso ridotto).

Ma se da una parte permaneva il dubbio sulla capacità di gestione del mezzo, dall’altra avanzava il desiderio di trovare il modo di provarla: l’impressione che mi ero fatta della moto era talmente positiva da voler trovare una soluzione.

Complice la regolazione in compressione del monoammortizzatore, sono potuta saltare in sella riuscendo a toccare terra almeno con la punta dei piedi. Essendo la mia prima esperienza con 110 cavalli per 223kg in ordine di marcia, ho preferito volare basso e partire sfruttando la mappa “wet” e devo dire che non sono rimasta delusa.

La gestione elettronica tramite le mappe consente veramente di modificare potenza e prontezza di risposta in base alle diverse esigenze.

Le difficoltà più grandi le ho avute in manovra, dove i tempi per gli spostamenti si sono alzati vertiginosamente: rimanendo in sella alla moto avevo poco appoggio e la trovavo pesante per spostarla affiancandomi.

Devo invece ammettere che l’istante della frenata (inutile dire che debba avvenire con lo sterzo dritto) è risultata più semplice di quanto potessi immaginare.

Sicuramente potrà valere la pena verificare con una sella ribassata, e magari più stretta, quanto si possa recuperare in termini di altezza per provare a renderla più accessibile alla mia corporatura.

Esperienza da passeggero

Parlando ora della posizione del passeggero, da me provata ampiamente sia su strada che in off-road, l’ho trovata molto comoda.

Le pedane sono posizionate in modo da consentire anche a chi dovesse avere gambe più lunghe di non ritrovarsi con le ginocchia doloranti, la sella è ampia e confortevole.

Devo dare anche una nota di merito alla maniglia posteriore che ad un primo impatto non mi ha dato una buona impressione: l’ho trovata nell’immediato più scomoda da raggiungere rispetto alle classiche laterali che si possono trovare su altre moto della stessa categoria.

Ma il suo pregio si può notare quando si raggiungono velocità più alte o in occasione di frenate o accelerazioni improvvise: il peso del passeggero viene scaricato centralmente impedendo di sbilanciarsi indietro o di ritrovarsi nella spiacevole condizione di un incontro ravvicinato tra caschi insieme al compagno di viaggio.

Conclusioni

Ho avuto un’impressione complessivamente positiva? Sì.
E’ una moto che comprerei o che suggerirei a qualcuno con una corporatura esile come la mia? No.
Proverò ancora a guidarla nonostante le difficoltà incontrate? Certamente! Con grande entusiasmo!

Mirko pronto per il test Urban della DesertX – NetgateADV

Ducati DesertX: sensazioni di Mirko per utilizzo Urban

Finalmente ho avuto il piacere di provare la Ducati Desert X, il segmento che mancava della casa di Borgo Panigale. Dopo questo Test Ride voglio condividere il mio parere estetico e le mie sensazioni di guida su strada di questa bella endurona.

L’abbiamo testata alla Colma di Sormano in provincia di Como, insieme agli altri matti del team NetgateADV, ed ho potuto provarla sia su strade più trafficate sia sui tornanti per salire verso l’osservatorio e il pian del Tivano.

Ci tengo a precisare che il mio giudizio è prettamente per l’utilizzo Urban o quotidiano, per il resto ci pensano Riccardo, Alessio e la nostra rider Alessandra.

Primo approccio alla moto

Per quanto riguarda il primo approccio non c’è molto da dire se non WOW, la Desert colpisce subito con il suo look aggressivo e dakariano che ti fa subito venire voglia di prendere e partire verso nuove avventure, e si… i due “occhi” davanti creano dipendenza. 

Equipaggiata con ruota anteriore da 21” e ruota posteriore da 18”, nasce pensando al fuoristrada senza ovviamente rinunciare alla competenza stradale Ducati per affrontare anche i viaggi on-road e tragitti quotidiani.

Utilizzo Urban o di tutti i giorni

Come si può immaginare è una moto pensata per l’off-road impegnativo e quindi è relativamente alta.

La sella è posizionata a 875mm da terra, io sono 1 metro e 80 e tocco abbastanza bene, diciamo che l’utilizzo in città dove è un continuo fermarsi a code, semafori, strisce pedonali ed eventuali ostacoli potrebbe dare un pò di problematiche a chi è più basso.

Comunque sia Ducati mette a disposizione la sella ribassata per migliorare questa problematica ed eventualmente anche il kit di sospensioni ribassate può essere d’aiuto, entrambi come accessori aggiuntivi.

Devo dire che è una moto molto versatile ed è confortevole anche nei percorsi di tutti i giorni, come il classico tragitto casa-lavoro o un giretto tranquillo con il passeggero durante il weekend, magari per un bell’aperitivo in qualche borgo del Lago di Como 😛

La Desert X dispone di 110 cavalli con una coppia per niente male. Da guidare su strada è davvero divertente e maneggevole.

Adrenalina pura nell’affrontare tornanti e strade di montagna, ero costantemente con il sorriso stampato sotto al casco.

Ho apprezzato molto il cambio Quick Shifter di Ducati, veloce e morbido sia in salita sia in scalata. Un piacere utilizzarlo.

Ho trovato subito il feeling con la moto, ma è sempre meglio darle del lei.

Potente e molto precisa in curva con un ottimo impianto frenante che non scompone per niente la moto anche nelle frenate più profonde, ma bisogna stare attenti nel dosare bene la manopola del gas, cercando di non farsi prendere troppo la mano.

Ci tengo inoltre a dire che la DesertX è alla portata anche dei neopatentati. Sarà disponibile, infatti, anche la versione a 35 KW per i possessori di patente A2.

Elettronica, strumentazione e modalità di guida

Muovendomi in moto praticamente tutti i giorni dell’anno, soprattutto per andare al lavoro, posso dire che ho la maggior parte di condizioni climatiche possibili durante un utilizzo a più breve percorrenza, ed è per questo che ho apprezzato molto la dotazione di mappature che fornisce Ducati, che si adattano ad ogni situazione in cui ci si trova.

La Ducati Desert X è dotata di un’elettronica avanzata volta alla sicurezza del pilota e a favorire la guida in ogni condizione possibile.

Ha ben 6 riding mode, dove troviamo i classici Sport, Touring, Urban e Wet e in più i due Rally e Enduro dedicati all’offroad (ma di questi vi parleranno Riccardo e Alessio).

Queste 6 modalità di guida lavorano in combinazione con i 4 Power Mode, ossia 4 diverse mappature del motore, che modificano potenza e prontezza di risposta del Testastretta: Full, High, Medium, Low.

Ho voluto provare tutte le modalità di guida classiche e devo dire che il cambiamento e la sensibilità di guida si sentono parecchio dando la possibilità di adattarsi ad ogni circostanza, al contrario di tante altre moto che abbiamo provato dove non si avvertivano differenze.

Grazie a questo possiamo adattare la mappatura in modo tale da sentirci più sicuri e switchare in maniera molto rapida tra una modalità all’altra mentre si è alla guida.

La potenza del motore in Urban viene ridotta a 75 CV e la risposta all’acceleratore è morbida, come per il Touring. DTC e DWC passano a un livello di intervento molto elevato. L’ho trovato molto interessante per godersi la moto anche dal punto di vista del passeggero. 

Il Riding Mode Wet è pensato per le situazioni di asfalto bagnato. In questa modalità il livello di intervento dei controlli elettronici si setta al massimo per garantire una maggior sicurezza e stabilità anche in situazioni impreviste.

Mentre con la modalità Sport preparatevi ad un acceleratore vivace e reattivo che vi farà divertire davvero tanto da non voler più scendere dalla moto.

Conclusioni

Se si ha il desiderio di avventura, ma si ha anche l’abitudine di muoversi molto spesso in moto da soli durante l’anno, è comunque un mezzo che può darvi soddisfazioni. 

Stranamente comodo anche da passeggero, non me lo aspettavo vedendo il tipo di moto. E’ ovvio che nel lungo tragitto questo mio giudizio potrebbe cambiare, in quanto l’abbiamo testata per brevi tratti.

Si può comunque dire che è una moto nata per il fuoristrada, e quindi vedendo le varie dinamiche di tutti i giorni non è la comodità per eccellenza, ma non si può avere tutto. Quindi si deve accettare il compromesso, ed oserei dire un OTTIMO compromesso.

Esteticamente mi piace molto, sono d’accordo però con gli altri ragazzi che considerando il costo non proprio economico, mi sarebbe piaciuto non vedere mancanza di cura in alcuni dettagli.

Che dire di più? Andate a provarla che ne vale la pena.

Alessio durante il test ride in fuoristrada con la DesertX – NetgateADV

Ducati DesertX prezzo

Come sappiamo il costo della DesertX non è dei più economici in quanto parte da 16.990 euro e a listino sono già presenti numerosi accessori e quattro pacchetti per esaltare i geni da avventuriera di questa novità 2022.

Inoltre, Ducati conferma anche la versione depotenziata a 35 kW per chi ha la patente A2 e, per incentivare i giovani a montare in sella, questo allestimento è in vendita a 1.000 euro in meno rispetto alla full power.

Conclusione

Se desideri cimentarti in nuove avventure sicuramente DesertX non ti deluderà, una moto ben progettata, versatile, agile ed esteticamente bellissima.

Ci ha sorpreso da tutti i punti di vista!

E tu? Cosa aspetti a provarla?

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